Qual è il tuo libro preferito?

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Mi sono chiesta spesso cosa significhi l’espressione “libro preferito”, e dal momento che non ho mai fatto segreto della mia passione per la lettura, ed adesso gestisco anche una pagina in cui scrivo di libri, mi son trovata spesso a dover rispondere a quella Fatidica Domanda.
La FD* è per me un’arma a doppio, facciamo triplo, taglio; ho 24 anni e di libri ne ho letti abbastanza da sapere quanto sia difficile scegliere il prescelto, quello , proprio quel libro , quello che significhi qualcosa per te, ma eventualmente anche per altri, che potrebbero malauguratamente reputarti una persona degna di fiducia e spendere soldi per comprare il tuo “libro preferito”.

“E perché sarà così difficile scegliere”, ti dice chi non ha l’abitudine di leggere, “alla fine, quando un libro ti colpisce, lo sai“. E quel lo sai ha un po’ il tono del “quando lo troverai, lo saprai!” in riferimento a vestiti in pizzo damascato del peso specifico di un cucciolo di elefante all’interno  di programmi culturalmente elevati quali Abito da Sposa Cercasi. Ma la realtà è che la strada del lettore è costellata da moltissimi è lui, lo so di carattere, dimensione e tono completamente diverso, un arcobaleno di vestiti da sposa.

Scegliere è difficile prima di tutto perché i libri che i lettori forti amano sono appunto generalmente molti, o comunque più di uno all’anno, che sommati a tutti gli altri anni, fanno già un gran bel pubblico tra cui selezionare il prescelto.
Il secondo motivo per cui non è facile è perché, come per la musica o il cinema, ogni libro ha il proprio sapore e pare scorretto paragonarlo ad altri. Un po’ come quando vostra madre, dopo pressanti interrogatori, vi dice “Ma come faccio a scegliere tra la banana e l’hamburger, sono due cose diverse.” (Sono l’unica che ha una mezza fissazione per le cose preferite?)
Terza ed ultima motivazione, non meno importante, è difficile perché con la risposta che succede alla Fatidica Domanda si vuol sempre impressionare il nostro aguzzino, con una banalità fanciullesca a là “Matilda. Ebbene sì”, o con una sparata intellettualoide che innesca una serie di rotazioni di bulbi oculari con cui neanche gli ignari spettatori di un film di Mel Gibson potrebbero competere.

Credo dunque che vada, per le sopracitate ragioni, abolita la pratica primitiva di mettere in soggezione il lettore x con una delle domande più spinose immaginabili? No, perché può – se non posta da una figura autoritaria, la quale siamo portati istintivamente a temere, o a sfidare – dare spunto all’altro per ottime letture, così come può permettere al lettore x di propagare il verbo del proprio “libro preferito”.

Mi propongo con questo Progetto (non so come altro chiamarlo, perdonatemi l’ambizione), due obiettivi più o meno definiti:

  1. Dare spazio all’interconnessione tra libro e lettore, liberando il testo dalla pura esistenza in quanto bene di consumo e di Arte Alta. Presentare dunque un libro al di là delle sue caratteristiche materiali e contenutistiche, fornendogli un appendice umana che lo presenti con delle qualità individuali, personali e soggettive che vadano oltre al suo valore letterario.

  2. Ampliare il concetto di “libro preferito”, permettendo a tutti quei titoli che normalmente non rientrano in quel canone – saggi, manuali, albi illustrati, testi teatrali, biografie – di guadagnare un’eguale dignità in quanto ricordi e istantanee di determinati momenti significativi per il lettore x.

Come intendo farlo? Ho la fortuna di essere circondata da persone che amano leggere, partendo dalla famiglia e proseguendo per amici intimi e meno intimi. La mia intenzione è sedermi con loro e parlare del loro “libro preferito”, senza dare all’espressione alcuna accezione specifica, per poi riportare con una foto ed una citazione – breve o lunga – del lettore x in questione, l’anima che loro hanno disegnato per quel testo specifico.

Cosa potete dunque aspettarvi dal Progetto? Nei prossimi mesi, saltuariamente come si confà alla mia indole scostante, posterò sul mio profilo Instagram foto di amici, parenti, ecc. con il loro “libro preferito”, ed una citazione dei poveri malcapitati che racchiuda ed esemplifichi la nostra conversazione, per portare ad pubblico tutta la diversità e la bellezza di testi che assumono significati specifici per persone specifiche; ogni didascalia conterrà l’hashtag #RaccontamiIlTuoPreferito, che ogni lettore, su ogni piattaforma, potrà riutilizzare a proprio piacimento e divertimento, raccontando a me il suo “libro preferito”, o torchiando amici e parenti con la FD.

Ps. se sei un mio amico o familiare, sappi che prima o poi si abbatterà su di te la condanna della FD. Trema.

*(qui copio da David Foster Wallace e Salinger prima di lui, per me simil-divinità)

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Autore: Celeste

Firenze, 24 anni, laurea in Storia. Mia madre mi chiama "il genio della casa", ed io ne vado fiera anche se in casa siamo 2 (e un cane).

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